Me lo chiedono spesso: ma
la Settimana Santa è il
periodo migliore per visitare Siviglia? Dipende. Se si visita
Siviglia per la prima volta e, dunque, ci si vuole muovere in città,
saltando da un Museo a una chiesa, allora la Settimana Santa non è il miglior momento. Se si è già
stati a Siviglia o si vogliono vivere le emozioni delle processioni e si è disposti a sacrificare mobilità e tempo, allora sì, vale la pena arrivare in città per la
Semana Santa.
Qui di seguito vi dò
le ragioni per il no e per il sì, in modo che possiate valutare le vostre esigenze, fermo restando che
la primavera e l'autunno sono le stagioni più belle per visitare Siviglia!
No
-
La città è bloccata dalle processioni. Non è
solo una paralisi psicologica, per cui si rimanda tutto a 'dopo' la
Settimana Santa. A qualunque ora del giorno e della
notte, c'è una
Hermandad in processione, per cui bisogna essere disponibili a rimanere
bloccati per buone mezze ore, in attesa dell suo transito. E non solo, Per
buona parte della giornata, l'attraversamento del centro, dai
quartieri orientali a quelli occidentali è praticamente impossibile
lungo calle Sierpes e l'Avenida de la Constitución, le due vie che
costituiscono la
Carrera Oficial, il percorso che tutte le
processioni devono compiere per raggiungere la Cattedrale.
-
I prezzi aumentano vertiginosamente. E non è un
modo di dire. Si potrebbe proprio dire che si sente
l'avvicinarsi della Semana Santa all'aumentare dei prezzi. Esempio
magari stupido. Una volta, prima della Domenica delle Palme, il mio dolcetto preferito al Bar della Campana, in
pieno centro, è aumentato da 1,20 euro a 1,60 euro. Sono 40 centesimi, ma
considerate percentuali d'aumento simili in tutte le cose della vita
turistica (ristoranti, bar, locali vari) e vedete come sia poco
conveniente visitare Siviglia durante la Settimana Santa, se non si è
interessati alle processioni.
-
C'è gente ovunque. I turisti iniziano ad affollare Siviglia sin
dalla Domenica delle Palme, con automobili parcheggiate ovunque. Ovviamente i visitatori approfittano della
Semana Santa
anche per fare, giustamente, turismo, il che significa che il Barrio
de Santa Cruz, i Musei più frequentati, i locali più mediatici si
fanno invivibili e impediscono di apprezzare una città magnifica,
soprattutto in primavera.
-
La Settimana Santa non è l'essenza di Siviglia, è un'esibizione barocca e mediterranea, spesso a uso turistico, del sentimentalismo andaluso e latino. L'essenza di Siviglia, a mio parere, non è nell'esibizione
delle sue emozioni, ma, al contrario, nei momenti in cui la città è più inafferrabile e silenziosa e non si sforza di essere come gli spagnoli (e i turisti) si aspettano che sia. Personalmente vedo molta più
Siviglia nella Feria de Abril che nella Settimana Santa, ma sono
sensazioni personali, idee che si hanno sulla città.
Sì
-
Siviglia ha davvero un colore speciale durante la
Settimana Santa. Non è solo il profumo dell'incenso, dei fiori e
delle candele, è nell'aria elettrica, nelle persone eccitate, nel
misto di orgoglio, pazienza e rassegnazione, tutte virtù meridionali
e mediterranee, nell'affrontare una città paralizzata per sua stessa
gloria. I sivigliani sono diversi in quei giorni, si emozionano più
facilmente e sono più disponibili e alla mano, probabilmente perché il pensiero di tutti,
in quei giorni, è Siviglia, per quanto è bella e speciale, per
quanto la si ammira, e date a un sivigliano
una ragione per parlare della propria città ed è nella gloria.
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Entrate nelle chiese aperte (e nei
giorni della Semana Santa sono tutte sempre aperte): siano la Macarena, la Magdalena, la Capilla de la O, il Jesús
del Gran Poder o qualunque altra, dentro ci sarà un
paso pronto
per la processione. E' vero, ci saranno troppi smartphone, ma ci saranno anche un silenzio e,
allo stesso tempo, un fervore, che rimarranno nel cuore.
-
Assistete all'uscita di una processione
dalla chiesa, per ascoltare una
saeta, un canto flamenco che
viene dedicato alla Madonna con una passione così sensuale che
sembra strano si dedichi a una donna angelicata, ma non vi
sorprenderà nel contesto.
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Partecipate alla Madrugá, la notte tra il
Giovedì e il Venerdì Santo, in cui escono in processione le
hermandades più popolari della città. E' davvero difficile se non si è dormito perché si va avanti fino all'alba e di più (calcolate
che la Esperanza de la Macarena esce a mezzanotte e quella di Triana
circa un'ora dopo: le loro processioni sono, dunque, essenzialmente
notturne); ma potete sempre assistere al loro ritorno in chiesa,
nella Basilica della Macarena o nella Capilla de los Marineros,
momenti altrettanto emozionanti, che per il turismo indicano anche, in
fondo, la fine della
Semana Santa (le processioni del Sabato e della
Domenica non riescono ad essere così affascinanti come quelle dei
giorni della Passione).
-
Passate il Giovedì Santo a Siviglia:
non ho mai capito perché il Giovedì, e non il Venerdì Santo, è il giorno
del lutto. E il Giovedì Santo si vedono a passeggio per Siviglia le
donne vestite a lutto, con la
peineta e la
mantilla,
come nei decenni scorsi: non solo le signore mature, ma anche le più
giovani, a tramandare una tradizione diventata essenzialmente
andalusa. Esibizione anche questa, del dolore, in questo caso? Non lo
so, ma colpisce, soprattutto se si arriva da culture che lasciano la
religione e le processioni in ambiti meno mediatici.
Le fotografie sono state scattate dalle Hermandades sivigliane e pubblicate
da elcorreoweb.com, nello speciale per la Settimana Santa 2014.