domenica 22 marzo 2015

Le eccezionali foto di un drone a Maiorca, il miglior posto in cui vivere

Il Sunday Times non ha dubbi: la migliore città in cui vivere è Palma di Maiorca, in Spagna (e pazienza se si trova su un'isola, per cui ogni volta che si vuole fare un viaggio bisogna adattarsi agli orari di aerei e navi). Il capoluogo baleare ha battuto città come Toronto (Canada), Auckland (Nuova Zelanda), Hoi An (Vietnam) e persino Berlino (Germania). Perché? Merito della sua gastronomia, del suo clima, delle sue infrastrutture e delle sue spiagge, spiega The Sunday Times, che aggiunge: "Il capoluogo delle Baleari conta su una pittoresca parte antica, su spiagge a cui si arriva a piedi e su un clima eccezionale". E, non di meno, è "la porta d'ingresso all'encantadora isola di Maiorca"

 

Qualche giorno prima di questo successo britannico, ocholeguas.com, supplemento di viaggi di elmundo.es, ha pubblicato una bella galleria di immagini di Maiorca vista da un drone, da cui sono tratte queste foto. Quando si dice, i casi della vita.

sabato 21 marzo 2015

Arriva Ink your travel, magliette per viaggiatori by due travel-blogger!

Un incontro tra blogger, un paio di anni fa, in un agriturismo, e un'idea, fare qualcosa di bello insieme. Irene di Via che si va e Silvia de I diari della lambretta sono entrambe appassionate di viaggi; la passione di Irene sono le vecchie macchine fotografiche, i fumetti, i libri di viaggio e il Nepal, quella di Silvia sono le lambrette, i libri illustrati, la montagna e Venezia. Così diverse e così determinate, mettono in comune l'amore per i viaggi e per i disegni e, tra fatiche e risate, danno vita a Ink Your Travel, una mini-collezione di magliette per viaggiatori.

Sì, le travel blogger possono essere anche magnifiche stiliste. Perché ieri, quando ho visto sulle reti sociali le magliette di Silvia e Irene, mi sono subito innamorata, sia dei disegni stilizzati che dell'idea di una minicollezione nata da un incontro di travel-blogger. Le magliette sono quattro, con disegni fatti a mano e serigrafati in nero su T-shirt bianche; le descrivono Silvia e Irene nel sito della collezione, inkyourtravel.bigcartel.com:

Pack, wear, Go e Scrapbook

Pack, Wear, Go è stata pensata per chi "almeno una volta alla settimana si ritrova a cercare voli low cost su internet. È il viaggiatore organizzato, consapevole, indipendente. Quello che il viaggio se lo costruisce un pezzettino alla volta, studiando guide, libri, blog. Quello che in autonomia sceglie l'itinerario e le tappe della propria avventura. Che prende autobus, treni, aerei per raggiungere quel posticino sconosciuto che ha scovato in un angolino della guida. Il viaggiatore per cui il viaggio è uno stile di vita e tutto il resto gira intorno alla prossima partenza".

Scrapboook è "per gli scrittori di diari, lettere, blogger, collezionisti di biglietti della metro da tutto il mondo, amanti del profumo della carta. Per chi ha una storia da raccontare, un viaggio da non dimenticare. Che nello zaino non può mancare mai il taccuino per annotare incontri, luoghi bellissimi e scene da non dimenticare. Ma anche prezzi dei musei, come spostarsi da un luogo all’altro, il nome di quel ristorantino buonissimo. Per chi è viaggiatore, ma anche storyteller, menestrello, scrittore di viaggio. Siete dei viaggiatori, ma anche degli storyteller, dei menestrelli, degli scrittori di viaggio".

Wanderlust e Just go

Wanderlust è stata pensata per chi "ha un mappamondo, una cartina, una mappa in casa. La parola Wanderlust indica il desiderio irrefrenabile e impulsivo di viaggiare, di partire, di andare ad esplorare il mondo. Tutto il mondo: dal paesino medioevale dietro casa alle Piramidi, dalle nostre montagne alle risaie del Vietnam, dalle spiagge sabbiose del Mediterraneo alle isole Caraibiche dove è sempre estate."

Just go, infine, è la maglia che sarebbe piaciuta a Jack Kerouac, perché è "l'anima del viaggio, di quel viaggio dove non è importante la meta, ma la strada. La strada fatta di incontri, di risate, di imprevisti, di tempi dilatati, di lunghe riflessioni guardando il paesaggio scorrere, di cambiamenti di programma, di chilometri guadagnati. La strada fatta insieme. Delle nostre magliette questa è la prima che abbiamo pensato, quella che racchiude la nostra più profonda idea del viaggiare".

Irene e Silvia hanno scelto anche una canzone per ogni maglietta (non sono dei geni, queste due ragazze?!): On the road again di Willie Nelson per Pack, Wear, Go, Il sogno del menestrello de I Ratti della Sabina per Scrapbook, Hard Sun di Eddie Vedder per Wanderlust, La Strada di MCR per Just go. L'acquisto online, nello shop di Ink Your Travel; ogni maglietta costa 22 euro e può essere un'originale compagna di viaggio!

venerdì 20 marzo 2015

Rivalità scandinave: perché Copenaghen è meglio di Stoccolma

La rivalità tra Stoccolma e Copenaghen colpisce ancora! Lasciate le armi del passato, le due capitali scandinave adesso si sfidano a colpi di primati, per dimostrare di essere l'una meglio dell'altra. Stavolta il battibecco è sulla rivista The local e serve a noi per conoscere un po' meglio le due città, le loro idiosincrasie e le loro attrazioni turistiche! Ad aprire il fuoco è stata l'edizione danese di The local, che ha pubblicato le 10 ragioni per cui Copenaghen è superiore a Stoccolma.


Città trendy e amatssima, Copenaghen è anche città hipster, con due quartieri per questo molto apprezzati, Vesterbro e Nørrebro; per il sito web statunitense Thrillist Vesterbro è il quarto posto più hipster del mondo (due posti più su dello svedese Södermalm) e per Skyscanner Nørrebro è al nono posto, su venti, di un'analoga lista. A Copenaghen c'è Christiania, "la più controversa comunità di ex hippies", "Stoccolma, hai qualcosa di simile? Pensiamo di no!" scrivono su The local. E poi a Copenaghen si va di pùi in bicicletta, non per niente la città ha una delle più solide reputazioni mondiali di città "assolutamente pazza per le bicclette", pensate che a Copenaghen ci sono cinque volte più biciclette che auto e tre quarti degli abitanti usano la bici sia quale sia il tempo. La Svezia ha fama di essere molto aperta, ma la città che è stata appena scelta come la destinazione più gay-friendly del mondo da Lonely Planet "fa rima con Hopenaghen".

E ancora, la Danimarca è il miglior Paese per il business, secondo Forbes magazine; secondo la Banca Mondiale è il quarto Paese del mondo e il migliore d'Europa per fare affari: Copenaghen è anche il 20% più economica di Stoccolma per il business. La televisione danese è diventata un fenomeno mondiale, grazie a The Killing, Borgen e The Bridge (viste tutte e tre e tutte e tre bellissime!), le serie girate in parte a Copenaghen (The Bridge, riconosce The Local, è stato girato anche a Malmö).


Copenaghen è anche una delle città più attive sul fronte della musica: il Roskilde Festival è uno dei più importanti d'Europa, anche se "non è tecnicamente a Copenaghen"; "ma non è solo la stagione dei Festival danesi ad attrarre i visitatori, ogni fan della musica di Copenaghen più dirvi che gli svedesi amano attraversare la frontiera per i concerti".

Non poteva mancare il riferimento allo strepitoso successo della cucina danese: non solo il miglior ristorante del mondo, il Noma, ma anche le 18 stelle Michelin conquistate dai locali di Copenaghen, contro le 12 di Stoccolma. "Abbiamo saldamente nelle mani il titolo di culinary hub della Scandinavia". Copenaghen ha anche l'aeroporto più importante della Scandinavia, con oltre 25,6 milioni di passeggeri, tra cui ci sono "siamo sicuri, un notevole numero di invidiosi stoccolmesi". Infine, Copenaghen è la capitale più economica della Scandinavia, "considerando che 'economico' è un termine relativo in Scandinavia". Anche se è l'ottava città più cara del mondo, la capitale danese è in molte cose più economica di Stoccolma: "un appartamento da 80 mq a Copenaghen costa 2,5 milioni di corone, a Stoccolma 4,4 milioni". "E chi pagherebbe quasi due milioni di corone in più per vivere in una città così chiaramente di secondo livello?" conclude perfidamente l'edizione danese di The local.

La piccata risposta di Stoccolma non si è fatta attendere e la troverete in un nuovo post (anche lei si merita un post ad hoc!). Se capite l'inglese, divertitevi anche con i commenti che accompagnano l'articolo, al link già indicato nelle prime righe, e che cercano di dimostrare come una capitale sia superiore all'altra per architettura, cultura, offerta turistica...

Le fotografie appartengono a thelocal.dk.


mercoledì 18 marzo 2015

Lo spettacolo dell'aurora boreale nella Lapponia finlandese, in un video

L'aurora boreale è uno dei fenomeni più spettacolari che il cielo possa regalare al nostro pianeta. E' dovuto all'incontro tra le particelle di origine solare cariche di energia con la ionosfera: l'incontro produce l'eccitazione degli atomi dell'atmosfera, che, perdendo l'eccitazione, rilasciano luce in varie lunghezze d'onda. Il risultato è che nel cielo appaiono fasce di luci e di colori che mutano rapidamente, sorprendendo sempre l'osservatore per la spettacolarità dei verdi, azzurri, rossi, i colori emessi dagli atomi.

Le autore boreali sono diventate una vera e propria attrazione turistica del Nord Europa, da San Pietroburgo fino alla Scandinavia o alle isole dell'Atlantico Settentrionale. Nella Rete girano numerosi video che raccontano la spettacolarità del fenomeno. Questo è stato girato nel 2011 nella Lapponia finlandese, e testimonia perché, almeno una volta nella vita, si dovrebbe vedere un'aurora boreale.

Da youtube




martedì 17 marzo 2015

Visitare Siviglia per la Settimana Santa?

Me lo chiedono spesso: ma la Settimana Santa è il periodo migliore per visitare Siviglia? Dipende. Se si visita Siviglia per la prima volta e, dunque, ci si vuole muovere in città, saltando da un Museo a una chiesa, allora la Settimana Santa non è il miglior momento. Se si è già stati a Siviglia o si vogliono vivere le emozioni delle processioni e si è disposti a sacrificare mobilità e tempo, allora sì, vale la pena arrivare in città per la Semana Santa.

Qui di seguito vi dò le ragioni per il no e per il sì, in modo che possiate valutare le vostre esigenze, fermo restando che la primavera e l'autunno sono le stagioni più belle per visitare Siviglia!


No

- La città è bloccata dalle processioni. Non è solo una paralisi psicologica, per cui si rimanda tutto a 'dopo' la Settimana Santa. A qualunque ora del giorno e della notte, c'è una Hermandad in processione, per cui bisogna essere disponibili a rimanere bloccati per buone mezze ore, in attesa dell suo transito. E non solo, Per buona parte della giornata, l'attraversamento del centro, dai quartieri orientali a quelli occidentali è praticamente impossibile lungo calle Sierpes e l'Avenida de la Constitución, le due vie che costituiscono la Carrera Oficial, il percorso che tutte le processioni devono compiere per raggiungere la Cattedrale.

- I prezzi aumentano vertiginosamente. E non è un modo di dire. Si potrebbe proprio dire che si sente l'avvicinarsi della Semana Santa all'aumentare dei prezzi. Esempio magari stupido. Una volta, prima della Domenica delle Palme, il mio dolcetto preferito al Bar della Campana, in pieno centro, è aumentato da 1,20 euro a 1,60 euro. Sono 40 centesimi, ma considerate percentuali d'aumento simili in tutte le cose della vita turistica (ristoranti, bar, locali vari) e vedete come sia poco conveniente visitare Siviglia durante la Settimana Santa, se non si è interessati alle processioni.


- C'è gente ovunque. I turisti iniziano ad affollare Siviglia sin dalla Domenica delle Palme, con automobili parcheggiate ovunque. Ovviamente i visitatori approfittano della Semana Santa anche per fare, giustamente, turismo, il che significa che il Barrio de Santa Cruz, i Musei più frequentati, i locali più mediatici si fanno invivibili e impediscono di apprezzare una città magnifica, soprattutto in primavera.

- La Settimana Santa non è l'essenza di Siviglia, è un'esibizione barocca e mediterranea, spesso a uso turistico, del sentimentalismo andaluso e latino. L'essenza di Siviglia, a mio parere, non è nell'esibizione delle sue emozioni, ma, al contrario, nei momenti in cui la città è più inafferrabile e silenziosa e non si sforza di essere come gli spagnoli (e i turisti) si aspettano che sia. Personalmente vedo molta più Siviglia nella Feria de Abril che nella Settimana Santa, ma sono sensazioni personali, idee che si hanno sulla città.


Sì

- Siviglia ha davvero un colore speciale durante la Settimana Santa. Non è solo il profumo dell'incenso, dei fiori e delle candele, è nell'aria elettrica, nelle persone eccitate, nel misto di orgoglio, pazienza e rassegnazione, tutte virtù meridionali e mediterranee, nell'affrontare una città paralizzata per sua stessa gloria. I sivigliani sono diversi in quei giorni, si emozionano più facilmente e sono più disponibili e alla mano, probabilmente perché il pensiero di tutti, in quei giorni, è Siviglia, per quanto è bella e speciale, per quanto la si ammira, e date a un sivigliano una ragione per parlare della propria città ed è nella gloria.

- Entrate nelle chiese aperte (e nei giorni della Semana Santa sono tutte sempre aperte): siano la Macarena, la Magdalena, la Capilla de la O, il Jesús del Gran Poder o qualunque altra, dentro ci sarà un paso pronto per la processione. E' vero, ci saranno troppi smartphone, ma ci saranno anche un silenzio e, allo stesso tempo, un fervore, che rimarranno nel cuore.

- Assistete all'uscita di una processione dalla chiesa, per ascoltare una saeta, un canto flamenco che viene dedicato alla Madonna con una passione così sensuale che sembra strano si dedichi a una donna angelicata, ma non vi sorprenderà nel contesto.


- Partecipate alla Madrugá, la notte tra il Giovedì e il Venerdì Santo, in cui escono in processione le hermandades più popolari della città. E' davvero difficile se non si è dormito perché si va avanti fino all'alba e di più (calcolate che la Esperanza de la Macarena esce a mezzanotte e quella di Triana circa un'ora dopo: le loro processioni sono, dunque, essenzialmente notturne); ma potete sempre assistere al loro ritorno in chiesa, nella Basilica della Macarena o nella Capilla de los Marineros, momenti altrettanto emozionanti, che per il turismo indicano anche, in fondo, la fine della Semana Santa (le processioni del Sabato e della Domenica non riescono ad essere così affascinanti come quelle dei giorni della Passione).

- Passate il Giovedì Santo a Siviglia: non ho mai capito perché il Giovedì, e non il Venerdì Santo, è il giorno del lutto. E il Giovedì Santo si vedono a passeggio per Siviglia le donne vestite a lutto, con la peineta e la mantilla, come nei decenni scorsi: non solo le signore mature, ma anche le più giovani, a tramandare una tradizione diventata essenzialmente andalusa. Esibizione anche questa, del dolore, in questo caso? Non lo so, ma colpisce, soprattutto se si arriva da culture che lasciano la religione e le processioni in ambiti meno mediatici.

Le fotografie sono state scattate dalle Hermandades sivigliane e pubblicate da elcorreoweb.com, nello speciale per la Settimana Santa 2014.