data Quattro giorni a Firenze: le cose da vedere, tra monumenti e passeggiate

lunedì 15 settembre 2014

Quattro giorni a Firenze: le cose da vedere, tra monumenti e passeggiate

Dicono che la Sindrome di Stendhal sia un senso di stordimento e malessere che prende davanti a tanta bellezza d'arte e cultura. Una cosa del genere l'ho provata nelle mie prime ore a Firenze, lo scorso febbraio. Non è stato tanto davanti alla bellezza, indubitabile, della città, quanto davanti all'idea che c'è stato un tempo in cui la persona meno importante che passeggiava per le sue strade si chiamava Dante Alighieri o Michelangelo Buonarroti... Che città straordinaria!

 

Quattro giorni a Firenze sono volati, in un febbraio che non ne voleva sapere di lasciar perdere la pioggia. Probabilmente l'inverno è una grande stagione per visitare la città: il grigio del cielo, che fa risaltare i tetti rossi dalla balconata sulla cupola del Brunelleschi; i colori caldi degli edifici, che finiscono direttamente nell'Arno; gli squarci di sereno, che illuminano all'improvviso il cielo di San Lorenzo. Lascia bei ricordi, anche l'inverno.

 

Quando si arriva a Firenze, la prima cosa che si vuole fare, inevitabilmente, è visitare il magnifico complesso monumentale di piazza del Duomo (Duomo, Cupola, Campanile, Battistero). E' comprensibile, Firenze è la Cupola del Brunelleschi, vista in ogni cartolina e in ogni film. Per visitare i monumenti c'è un unico biglietto, che costa 10 euro, vale 24 ore dal momento in cui si entra nel primo monumento e dà diritto di entrare una sola volta in ogni edificio; poter suddividere le visite in vari momenti della giornata è un gran vantaggio (le info per la visita, gli orari e i biglietti). Non fate però un errore che può risultare fatale: resistete alla tentazione di salire subito sulla Cupola. Sono circa 490 scalini e se siete fuori forma, potreste risentire della stanchezza nei giorni successivi, quando passeggerete per Firenze. All'ingresso avvertono che la salita non è consigliabile a cardiopatici e a cluastrofobici; il cammino è lunghissimo, alleviato dal panorama su Firenze che di tanto in tanto si apre; a metà strada si passa nella terrazza interna della cupola e si ha una vista grandiosa del Duomo, sottostante, e degli affreschi della copertura; poi si riprende a salire, in spazi angusti, con pareti umide e con la fatica che mano a mano si fa sentire. Arrivati alla balconata della lanterna, il panorama lascia senza fiato: i tetti rossi, i campanili, la collina di Fiesole con i cipressi, Valdarno e San Miniato, è tutto lì a portata di mano.



Piazza del Duomo è l'ombelico di Firenze, gira e rigira si finisce sempre lì. Se prendete via Roma arrivate poi in piazza della Signoria, l'altra grande piazza fiorentina. Prima, però, passerete per piazza della Repubblica, in cui ci sono una giostra antica, che sembra appena uscita da una fiaba, e numerosi locali. Sulla piazza si affaccia anche la Rinascente, che a un turista interessa soprattutto perché all'ultimo piano c'è il bar, dotato di una straordinaria terrazza con vista sui tetti della città e sulla Cupola del Duomo. Si mangia abbastanza bene, a buon prezzo e davanti a un panorama invidiabile: il personale è gentile, consapevole del fascino della terrazza e paziente a ogni foto e ogni esclamazione d'ammirazione. Per mangiare, Firenze è molto meno cara di quanto avessi immaginato. In centro, tra piazza del Duomo e piazza della Signoria, ci sono numerosi locali in cui si può mangiare a buon prezzo; lo street-food è saporito e vario. Il lampredotto fiorentino è famosissimo, ma, non essendo amante delle interiora, non l'ho provato (però era frequentatissimo un chiosco davanti al Mercato Nuovo, nei pressi di piazza della Signoria); mi sono buttata soprattutto sulla schiacciata (buonissima e con numerosi condimenti per farcirla, in Borgo degli Albizi), sulle cene al Ristorante Gustoleo di via del Proconsolo (cucina casereccia e saporita a buon prezzo): consigliabili anche le crepes alla cioccolata di Venchi, in via Calimala, e la cioccolata calda della Milkeria di Borgo degli Albizi (cioccolato piemontese di Gobino, che orgoglio!), con tortini e croissant vari, ottimi per colazione e merenda.

 
 

Risolto il problema gastronomico, rimane da scoprire Firenze. In piazza della Signoria, mi sono innamorata del David di Michelangelo (una copia, l'originale è nella Galleria dell'Accademia, in via Ricasoli 58-60, info su orari e prezzi, non perdetela!), dello straordinario cortile medievale del Palazzo della Signoria, dell'imponenza di Palazzo Vecchio. Per entrare nella Galleria degli Uffizi ho impiegato qualche giorno (odio le code e, piuttosto, non entro nei Musei), ne ho approfittato per passare chissà quante volte su Ponte Vecchio, tra turisti giapponesi e signore nordiche che guardavano speranzose le vetrine delle gioiellerie, per salire su fino a Palazzo Pitti e ai Giardini di Boboli (amo il piazzale davanti al Palazzo!) e scoprire che la parte che più ho amato di Firenze, in fondo, è proprio su questa riva dell'Arno. Le strade di Valdarno, con le loro vetrine di artigiani e antiquari, le magnifiche facciate toscane degli edifici, così medievali e così aristocratiche, la bella passeggiata (ancora salite e scale, dopo la Cupola!) fino a San Miniato, la chiesa più bella di Firenze (andateci a piedi, dal Ponte Vecchio sono circa 20 minuti di passeggiata!), il Lungarno che si infila in via de' Baldi. Alla Galleria degli Uffizi sono entrata di ritorno da una delle passeggiate in Valdarno: non c'erano code, non c'era nessuno alle biglietterie, sono entrata titubante e incredula, mi hanno fatto un controllo veloce alla borsa, ho fatto il biglietto (6,5 euro) e la Venere e la Primavera di Botticelli sono state tutte per me, insieme a tutti i capolavori che la Galleria custodisce (info su tariffe e orari, sul sito www.polomuseale.firenze.it).


 

Intorno a piazza della Signoria e a piazza del Duomo ci sono le tre chiese che considero sia indispensabile vedere a Firenze: Santa Croce, con la Cappella dei Pazzi (ingresso 6 euro, info su visite, biglietti e orari), Santa Maria Novella, con il suo chiostro (ingresso 5 euro, info su visita, biglietti e orari), e San Lorenzo, la chiesa che più ho amato, con le Cappelle Medicee (che io non ho visto perché c'erano in corso restauri e non mi assicuravano che fossero visibili le tombe di Lorenzo e Giuliano; l'ingresso alla chiesa, alla Biblioteca Laurenziana e al chiostro costa 6 euro, per la chiesa comprende un ottimo apparato multimediale, che aiuta ad approfondire la visita; l'ingresso alle Cappelle Medicee costa 6 euro, qui le info; non c'è biglietteria unica...).

 
 

Il resto sono passeggiate, magnifiche, dietro le due piazze principali, in via degli Strozzi, in via de' Tornabuoni, in via dei Servi, in via degli Alfani,in via de' Benci e via dei Tintori, sempre con il naso all'insù, per scoprire gli splendidi palazzi dei Medici, degli Strozzi, l'Ospedale degli Innocenti, la chiesa di Orsanmichele (che bella!), gli scorci medievali e massicci del bugnato e dei tetti, la Cupola del Duomo che sbuca a sorpresa a chiudere le prospettive e a dare l'orientamento. Non se ne ha mai abbastanza, di Firenze.